La Galleria degli Uffizi di Firenze è oggi uno dei musei più importanti del mondo ed ospita al suo interno veri capolavori e opere d’arte di valore inestimabile. Le opere, divise nelle varie sale, risalgono al periodo compreso tra il XII e XVII secolo e rappresentano l’alta scuola toscana di Michelangelo. Giotto, Cimabue e tanti altri pregiatissimi esponenti, senza dimenticare le altre scuole europee (come quella di Caravaggio) e la collezione di statue e disegni antichi.
La Gioconda
Un’opera che ha fatto la storia della pittura mondiale è la famosissima “Gioconda” di Leonardo Da Vinci, risalente al periodo dei primi anni del cinquecento e oggi conservata al museo di Louvre in Francia. Rappresenta il volto di una donna, forse il più famoso al mondo, proprio grazie alle sue caratteristiche emblematiche ed enigmatiche che da sempre affascinano letterati, critici e storici di tutto il mondo. La donna è Lisa Gherardini , moglie di Francesco del Giocondo (da qui deriva “La Gioconda”) raffigurata da Leonardo Da vinci durante un suo soggiorno fiorentino. Nel 1516 lo stesso Da Vinci la portò con se in Francia, Luigi XIV, successivamente, la fece trasferire a Versailles e, dopo la rivoluzione Francese, fu spostata a Louvre.
La Gioconda: in Italia o in Francia?
Già dal furto che avvenne nel 1911 al museo di Louvre, tale dipinto è stato oggetto di polemiche anche relativamente alla sua collocazione. L’artefice di tale furto era un semplice operaio che voleva, a suo dire, “restituirlo all’Italia proprio perché era italiano”. Quando fu recuperato, venne esposto agli Uffizi per poi essere nuovamente ricollocato a Louvre.
Attualmente la Gioconda è ancora oggetto di contesa tra una raccolta firme del comitato per la salvaguardia dei beni culturali che al vuole a Firenze ed il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, che si oppone a tale volontà. La sua opposizione si basa sul fatto che nella Galleria vi sono già tre tavole di Leonardo e il suo obiettivo è divulgare e far conoscere quello che ancora non è stato visto e non un’opera che invece si conosce e sulla quale si discute da secoli. Questo non volere tale opera nella sua città natale va contro la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica che, forte dell’italianità dell’opera, la pretende collocata di nuovo “a casa sua”.
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