Economia: la sasch chiede il fallimento

Moda giovaneSasch rappresenta oggi una delle realtà aziendali più grandi in Italia, si occupa di produzione di abbigliamento dalla fine degli anni ottanta e ha sede a Firenze. I suoi numeri sono molto importanti: conta infatti oltre duecentocinquanta negozi monomarca in tutti i più grandi centri del mondo ed è, da diciotto anni, sponsor ufficiale di concorsi di bellezza quali “Miss Italia nel Mondo” e “ Miss Italia”.

Verso il fallimento: Dibattito politico

Nel corso dello scorso mese di Ottobre 2011 la Sasch ha presentato, presso il tribunale di Prato, istanza di fallimento scatenando polemiche volte ad attaccare soprattutto l’operato del sindaco di Prato, Roberto Cenni, che è stato in passato l’amministratore dell’azienda e ne è tutt’ora azionista. Tale attacco è stato molto criticato dal presidente del consiglio comunale Bettazzi che invita a distinguere la funzione politica del Sindaco dal suo aspetto di privato cittadino e azionista della Sasch e ad incentrare il tutto solo sulla vera motivazione dell’istanza di fallimento che vede la tutela dei creditori al primo posto e quindi il suo attivo patrimoniale. La strumentalizzazione politica è volta soprattutto a sottolineare i risvolti occupazionali che questo fallimento comporterebbe oltre ad un’ulteriore stangata al settore manifatturiero pratese che negli ultimi anni, a causa della mancanza di regionalizzazione della produzione che ha impoverito la qualità della produzione e ha conferito alla globalizzazione importanza maggiore solo allo scopo di ridurre i costi.

Approvazione del fallimento

Lo scorso 26 ottobre le migliori testate giornalistiche hanno riportato la notizia dell’approvazione da parte del tribunale di Prato della richiesta di Fallimento che interessa 10 diverse società del gruppo. La richiesta si è basata sulla motivazione di un mancato acquisto da parte di un gruppo di imprenditori romani che lo scorso aprile 2011 hanno rifiutato l’offerta. La società non navigava in buone acque già da diversi anni (il debito ammonta a ad oltre 175 milioni di euro) e aveva già tentato una strada di concordato con i propri creditori ma a sorpresa, diversi giorni prima del voto che l’assemblea dei creditori avrebbe dovuto effettuare, i legali Sasch hanno comunque presentato istanza di fallimento. L’Economia pratese di certo subirà un forte colpo soprattutto e si spera che almeno le piccole aziende di artigiani creditrici riescano a recuperare denaro affinché lo scotto non venga pagato solo dai lavoratori e dal settore terziario.

Foto: Andreas Wolf

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